Al Nigat tutti bene: Le mamme che non vediamo – di Gigi Beltrame & Gian Luca Bocchi

Innanzi tutto vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno già preso in considerazione questo progetto donando anche soli 5 Euro.

Mancano ancora 13 giorni per raggiungere il target e ci auguriamo che o con un piccolo contributo o veicolando questo articolo sulle proprie pagine dei social media possiate dare ancora una mano.

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Chi ha avuto la possibilità di partecipare direttamente ha ricevuto nel frattempo anche il messaggio molto incoraggiante circa il buon esito della raccolta in corso:

E’ proprio il caso di dirlo insieme: il futuro lo si fa in tanti.

Con questo progetto potremmo dire che con poco possiamo migliorare il futuro a tante mamme che oggi sono in difficoltà.

Sono mamme che non vediamo, che non immaginiamo, sono situazioni che nel nostro quotidiano non si presentano, anche se proprio in questi giorni ha fatto capolino una mamma con il suo bambino proprio fuori il PAM di corso Indipendenza.

E’ una mamma africana che se avesse potuto trovare la sua dimensione, la sua felicità e anche solo la sua dignità nella sua città, nella sua nazione, non si sarebbe mai sognata di partire, rischiando la sua vita e quella del suo bambino.

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Per far fronte a questi ostacoli, i volontari dell’Associazione In Missione Onlus, dal 2015, hanno avviato un progetto di accoglienza, accompagnamento e riabilitazione per le ragazze madri che vivono o rischiano di vivere in strada con i loro figli nella capitale, Addis Abeba: il “Nigat for young mothers in the streets” che accoglie annualmente 30 ragazze con i loro bambini con l’obiettivo di reinserirle nel tessuto socio-economico.

Gli obiettivi del progetto sono:

  • Migliorare le condizioni psico-fisiche di donne e bambini
  • Favorire il legame di attaccamento tra mamma e bambino e contribuire alla formazione delle madri riguardanti la cura e la crescita del proprio figlio
  • Educare all’autonomia della vita domestica e sociale
  • Approfondire le competenze di letto scrittura
  • Creare percorsi di formazione professionale adeguati ad ogni ragazza
  • Favorire il reinserimento nel tessuto socioeconomico e, ove possibile, la reintegrazione nella famiglia d’origine.

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All’interno del progetto sono presenti diverse figure professionali che supportano le ragazze: baby-sitter, insegnanti dei laboratori di formazione professionale, una cuoca, un’infermiera e un’equipe educativa. Tutte queste figure svolgono un lavoro coordinato in rete. 

Il percorso formativo delle ragazze ha come obiettivo il raggiungimento dell’autonomia, la formazione personale, lo sviluppo del legame mamma-bambino, la collaborazione e la crescita professionale.

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Oggi più di prima è necessario garantire alle mamme e ai loro bambini una copertura sanitaria attraverso l’appoggio continuo di un’infermiera che possa valutare costantemente le loro condizioni di salute, il sostegno delle spese mediche, delle medicine e dei servizi non coperti dal sistema sanitario nazionale, come: radiologia, rianimazione, traumatologia.

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Il progetto è portato avanti dai volontari degli Amici del Sidamo – Associazione In Missione Onlus che vivono in Etiopia. Questo gruppo però non è solo. In Italia ragazzi, giovani e famiglie si danno da fare con diverse attività per sostenere chi vive in Etiopia.

 Il gruppo è formato da insegnanti, fisioterapisti, educatori, impiegati, psicologi e chi più ne ha più ne metta!

 In questa particolare occasione anche amici e conoscenti si sono messi a disposizione per creare le  ricompense che potete richiedere a fronte del vostro contributo.

 Ogni persona ha messo in gioco i propri talenti e le proprie capacità per aiutare le giovani mamme di strada del Nigat!

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La voce nel video è di Francesca.

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Gli Amici del Sidamo sono nati nel 1983 da un gruppo di giovani dell’Operazione Mato Grosso, particolarmente vicini a don Elio Bonomi, salesiano bresciano mandato in terra etiope. Ancora oggi si spendono attorno a quella che è la legge fondamentale della “vita nuova”: il servizio. Un servizio impregnato di spirito evangelico, fatto di essenzialità, di povertà, di gratuità, di fraternità. Sostengono i progetti organizzando campi di lavoro in Lombardia ed Emilia Romagna.