Come scegliere un fondo pensione secondo COVIP

La COVIP, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, ha da tempo tramite il suo sito fornito una possibile strada per una scelta ottimale e consapevole.

Ha creato un compratore dei costi delle forme pensionistiche complementare di facile accesso e utilizzo. I fondi debbono infatti fornire per legge il proprio ISC (indicatore sintetico di costo).

La COVIP specifica che “L’ISC è calcolato secondo una metodologia definita dalla COVIP, in modo analogo per tutte le forme pensionistiche complementari, facendo riferimento a un aderente-tipo che versa un contributo annuo di 2.500 euro e ipotizzando un tasso di rendimento annuo del 4%. Per il calcolo dell’ISC vengono utilizzati i costi standard applicati dalle forme pensionistiche, senza tenere conto delle eventuali agevolazioni riconosciute a particolari categorie di aderenti.”

 

L’ISC è calcolato per differenti anni di permanenza nel fondo e precisamente nel caso si sottoscriva per 2, 5, 10 e 35 anni. Per ogni fondo pensione è poi indicata la categoria di appartenenza – garantita GAR – obbligazionaria OBB – bilanciata BIL – azionaria AZN, in maniera tale da poter effettuare confronti tra linee di gestione omogenee.

 

A quel punto non ci resterà che cercare il fondo oggetto della nostra indagine dopo aver prima verificato se si tratti di un Fondo Pensione Negoziale, piuttosto di un Fondo Pensione Aperto oppure di un PIP.

E’ opinione di chi scrive che il costo non debba essere l’unica variabile per valutare la bontà di un prodotto previdenziale ma senza dubbio la più importante.

La stessa COVIP scrive:

 

Per compiere scelte previdenziali consapevoli e adeguate è necessario conoscere le caratteristiche delle forme pensionistiche. In particolare, è importante valutare i costi applicati, in quanto possono avere un impatto significativo sulla pensione che verrà erogata.

 

Occorre infatti tenere presente che, a parità di condizioni, all’aumentare dei costi sostenuti minore sarà la prestazione pensionistica ricevuta al momento del pensionamento.

 

Ad esempio, un ISC del 2% invece che dell’1% può ridurre il capitale accumulato dopo 35 anni di partecipazione al piano pensionistico di circa il 18 per cento (ad esempio da 100.000 a 82.000 euro).

 

Una volta accertata la bontà o meno del proprio prodotto previdenziale entreranno in gioco altri fattori che saranno oggetto di ulteriore e futura riflessione.

Per ora partiamo dall’andare assolutamente a leggere la presentazione preparata da COVIP al link http://www.covip.it/isc_dinamico/

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