Il Palombaro (The Deep Sea Diver). Di Valentino Murgese e Ricky Farina

Questa seconda proposta di cinema corto è un po’ diversa, per alcuni più semplice per altri più complicata, di certo per tutti stimolante.

Del resto il contesto di Mork & Mindy non è certo quello in cui si possano trovare troppe risposte certe: Il nostro lettore ama piuttosto il contenuto, il dubbio, la ricerca.

La visione de Il Palombaro (the Deep Sea diver) per certi versi potrebbe mettere in discussione chiunque, specie chi non ha tempo, chi non ama provare ad ascoltare, chi non si ferma ad osservare.

Per farmi aiutare ho chiesto ad uno dei due registi, Ricki Farina, un commento veloce:

Il palombaro è un film d’amore, di sogno e di vendetta. Ha la forma di un noir, ma è un film sentimentale, dove la notte è sentimento, il rapimento è sentimento, l’incubo è sentimento, l’omicidio e la morte sono sentimenti.

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E a suggello finale c’è un abisso giocattolo, a ricordarci che, contrariamente a quello che si crede, con i sentimenti bisogna sempre giocare. Fino alla fine.

Personalmente sono rimasto molto colpito da un paio di aspetti.

Ho trovato importante il rapporto con la televisione, con la comunicazione.

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Non è però tutto: forse in quel televisore e la fine che fa, i registi volevano rappresentare i nostri incubi e le nostre paure. Personalmente ci ho visto anche un augurio e cioè che la stessa fine la possano fare “certe” mentalità mainstream che finiscono per condizionare la nostra esistenza.

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Valentino Murgese è arrivato in mio soccorso:

Nell’opera ognuno può trovare sé stesso. Non ci sono meccanismi perfetti, la nostra è una provocazione surreale affinché lo spettatore aggiunga qualcosa di personale alla semplice rappresentazione.

Debbo dire che ho ritrovato anche molte cose sia della nostra città, Milano, che dell’acqua dei Navigli.

Mi fa piacere. Non avevamo una precisa volontà espressiva o una fonte di ispirazione. Ci sono sempre piaciute le atmosfere noir degli anni ‘50 o le dinamiche cinematografiche surreali degli anni ‘20 – ’30. Non c’è una precisa successione logica. Sono declinazioni che ti porti dentro e poi germogliano da sole.

Grazie Valentino. Ho trovato molto interessanti anche i dialoghi tra i vecchi amanti e il gioco che avete costruito tra i personaggi, in cui quelli maschili mi sono sembrati molto più fragili e quasi indifesi rispetto a quelli femminili.

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Il commissario e la sua storia d’amore mi hanno poi ricordato Romanzo Criminale: bravissimi i registi ad anticipare un tema o a riprendere temi cari ai noir del passato.

Mi piace chiudere l’articolo con il commento con cui ne fu accompagnata la visione al Corto Film Festival di Bellaria:

Klaider è un uomo ossessionato da strane visioni; profondità abissali ed un palombaro turbano la sua solitudine. Una notte decide di rapire una sonnambula per poter avere un po’ di compagnia. Sulla scomparsa della sonnambula inizia però ad indagare uno strano ispettore di polizia che è oggetto delle attenzioni di una donna misteriosa. Tutti i personaggi conosceranno il loro destino in un bianco e luminoso finale.

 

Imperdibile poi la sigla finale di un’opera che ci regala fino alla fine un percorso negli abissi del nostro intimo, della nostra anima, come un ….. palombaro:

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Buona visione

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