La storia non si ripete di Mario Valentino Guffanti

Ultimamente ho letto un aforisma che dice che la storia non si ripete mai, ma l’uomo si ripete sempre. In effetti il comportamento umano è piuttosto ripetitivo, e questo anche nel campo finanziario, dove avidità e paura si alternano creando salite e discese di mercato. Chi fa analisi tecnica cerca di identificare questi comportamenti, che si ripetono formando dei pattern, nelle varie parti delle curve di prezzo delle attività finanziarie.

Nella ricerca dei vari pattern, c’è anche quella del confronto tra parti storiche ed attuali delle curve. Sono delle ipotesi di lavoro, che non vanno considerate in modo assoluto, ma possono portare idee e suggerimenti per valutare il futuro sviluppo della curva corrente.

Attualmente, è presente una potenziale inversione rialzista storica della curva dei tassi dopo 42 anni di bear market. Ma cosa è successo al mercato azionario americano durante la precedente inversione, avvenuta negli anni 40?

Vi riporto di seguito un confronto tra la curva dei prezzi dell’indice S&P500 dal 1945-1950 e l’attuale curva a partire da metà 2020. A settembre del 1945 finì il secondo conflitto mondiale. I fatti sottostanti rispetto ad oggi non sono confrontabili. Comunque, vorrei concentrarmi sul tipo di curva. Potete notare che, dopo un calo del 26% dai massimi, l’andamento dell’indice ha avuto una forte lateralità per circa tre anni. Chi comprava sui minimi del canale laterale e vendeva sui massimi, utilizzando i segnali di un oscillatore per identificare i punti di ipercomprato ed ipervenduto, riusciva a trarre profitto dalla situazione. Chi restava invece investito, non ha avuto nessun beneficio.

Elaborazione del grafico a cura dell’autore

Nessuno sa come si comporteranno i mercati nei prossimi anni. Ma una ipotesi di lateralità potrebbe essere presa in considerazione e potrebbe diventare più concreta, se nei prossimi mesi i livelli di prezzo resteranno nell’intorno dell’ultimo minimo avvenuto tra giugno e luglio di quest’anno.

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