L’argento è in corsa per la medaglia d’oro di Ilaria Siena

Dopo aver trascorso quattro anni sottotono, il metallo bianco è uscito dal lungo trading range post – 2020. Da inizio marzo sovra performa il metallo giallo, provando a riscattarsi dal ruolo di eterno secondo

elaborazione a cura dell’autore

Cerchiamo di saperne di più, iniziando con un po’ di storia, ricordando al lettore che l’intento di questo approfondimento è esclusivamente di natura educativa e formativa e non assume aspetti di consulenza finanziaria come ulteriormente specificato a fondo articolo. Anche eventuali riferimenti riguardanti l’andamento dei mercati sono da intendersi solo quale analisi storica senza in alcun modo rappresentare un suggerimento di investimento.

In ogni epoca, l’argento afferma il suo valore

Immaginando di seguirne la scia luminosa fino agli albori della civiltà, scopriamo che gli antichi collegavano la brillantezza dell’argento alla luna. Artemide, dea greca della luna crescente, indossava sandali d’argento e tirava con arco e frecce d’argento. Come la luna, anche l’argento vive molte fasi: le sue numerose proprietà lo rendono il più dinamico fra i metalli preziosi.

L’estrazione di argento, separandolo dal piombo, inizia nel 3.000 a.C. nell’odierna Turchia mentre, intorno al 1.200 a.C., i greci iniziarono a coniare monete d’argento sfruttando i ricchi giacimenti scoperti vicino ad Atene. Per oltre duemila anni, l’argento fu utilizzato ovunque come valuta: dall’antica Grecia all’impero spagnolo. Fino al 1967, quando tutte le monete d’argento furono tolte dalla circolazione negli Stati Uniti. A tutt’oggi, l’argento resta il materiale più utilizzato nella storia per la coniazione.

Oltre agli usi commerciali, i popoli del passato ne conoscevano le proprietà antibatteriche: i contenitori per vino e cibo erano spesso realizzati in argento, per evitare deterioramenti nella conservazione. Durante le epidemie di peste nell’Europa medievale e rinascimentale, si utilizzavano posate d’argento per proteggersi dalla malattia. L’utilizzo medicale di questo metallo iniziò nel XIX secolo, quando i chirurghi cucivano le ferite postoperatorie con suture d’argento, per ridurre l’infiammazione.

La rivoluzione industriale dà il via alle applicazioni industriali del metallo bianco. Grazie alla sua elevata sensibilità alla luce e riflettività, diventa una componente chiave delle pellicole fotografiche, delle finestre e degli specchi. Ancora oggi, le finestre dei grattacieli sono spesso rivestite in argento, per riflettere la luce solare e mantenere freschi gli ambienti interni.

Le componenti della domanda

Abbiamo visto come l’utilizzo dell’argento si sia evoluto nel tempo. Guardando al futuro, essendo considerato il miglior conduttore di elettricità, sarà fondamentale per lo sviluppo di importanti settori quali energia solare, tecnologia 5G e intelligenza artificiale. Vediamo qualche esempio: un pannello solare può contenere fino a 20 grammi di argento. Quando viene colpito dalla luce, una pasta a base di argento aiuta a trasportare gli elettroni, massimizzando la produzione di energia di una cella solare. Secondo l’IEA, nel 2023 si è registrato un aumento dell’85% su base annua nella diffusione dell’energia solare in tutto il mondo, rendendola un’interessante area di crescita strutturale della domanda di argento.

Nei veicoli elettrici, l’argento viene utilizzato per la sua conduttività e resistenza alla corrosione. In un’auto, tutti i collegamenti elettrici sono rivestiti in argento. Ciò non vale solo per il motore elettrico, ma anche per funzionalità come alzacristalli, sedili elettrici, assistenza al parcheggio e alla frenata ecc.

La crescita dell’utilizzo di intelligenza artificiale, richiederà argento in varie forme, essendo una componente dei semiconduttori, cablaggi, controlli, fusibili, interruttori. Anche l’enorme aumento della domanda di energia da parte dei dispositivi di intelligenza artificiale comporterà una spinta per il metallo bianco. Il consumo totale di elettricità da parte dei data center potrebbe raddoppiare entro il 2026.

Gli usi tradizionali (gioielli, monete, medaglie e argenteria) rappresentano poco più di un terzo della fabbricazione dell’argento.  Allo stato attuale, circa il 57% della domanda di argento fisico proviene da applicazioni industriali.

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L’argento è uno dei metalli più versatili presenti sulla Terra, da questo deriva la sua caratteristica esclusiva di essere utilizzato sia come metallo industriale che come metallo prezioso:

Fonte: Metals Focus, WisdomTree, aprile 2024. Clicca sull’immagine per accedervi.

Le componenti dell’offerta

Per quanto riguarda la produzione mineraria, l’argento viene estratto da vari minerali, tra cui rame, nichel, oro e piombo. I principali Paesi produttori sono Messico, Cina e Perù. Una quota minoritaria della produzione è costituita dal riciclo: oro e argento sono infatti materiali che possono essere riciclati all’infinito, senza perdere le loro qualità. Nel 2023 la produzione di argento riciclato ha raggiunto il massimo decennale di 178,6 Moz. con il settore industriale che ne costituisce il 57%.

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Due elementi rendono attraente l’argento, sia per gli investitori tattici che per quelli strategici:

  • la carenza strutturale del metallo bianco: la crescita della richiesta di argento, trainata dal settore tecnologico, ha aperto un ampio divario tra domanda e offerta, che dal 2021 si fa sempre più consistente. I fattori principali sono: un aumento del 5% della domanda industriale (in particolare dalla Cina), del 29% della richiesta di gioielli (soprattutto dall’India) e del 22% degli investimenti fisici (lingotti e monete) mentre la quantità di argento prodotta è rimasta pressoché costante, intorno ai 1.000 milioni di once.

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Ad aprile 2024, il deficit di offerta ha già raggiunto i 200 mln di once

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  • Il rapporto oro/argento (Gold/Silver ratio): il prezzo corrente di un’oncia d’oro diviso per il prezzo corrente di un’oncia d’argento. È un semplice calcolo numerico che misura a quanti multipli l’oro viene scambiato rispetto al prezzo dell’argento ed è un indicatore comunemente utilizzato dagli investitori nei metalli preziosi. Ad esempio, se un’oncia d’oro ha un prezzo di mercato di 2330 $ e un’oncia di argento ha un prezzo di mercato di 30,50 $ il rapporto (ratio) per un’oncia è 76.

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Nel corso della storia, questo rapporto ha avuto variazioni significative:

  • nel 323 A.C., anno della morte di Alessandro Magno, il rapporto era 12,5
  • durante l’Impero Romano, il rapporto era fisso a 12
  • alla fine del XIX secolo il rapporto era fisso a 15
  • nel 1991 il rapporto ha raggiunto un valore di 100
  • al culmine dell’ultimo boom dei metalli preziosi, il rapporto è sceso a 17
  • attualmente il Gold /Silver ratio è 76
  • il valore medio storico del rapporto è 15. Quello medio degli ultimi 40 anni è di circa 60.

 

In passato, quando il rapporto ha superato 80, ha segnalato una fase in cui l’argento era conveniente rispetto all’oro mentre il calo del rapporto oro/argento al di sotto di 20, ha segnalato un periodo in cui l’oro era poco costoso rispetto all’argento.

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Durante l’evento Forze relative Gaetano Evangelista ha illustrato come il Gold/Silver ratio fornisca anche indicazioni significative riguardo allo scenario macroeconomico. Nel grafico, il rapporto è indicato dalla linea blu, in scala rovesciata (i numeri sulla destra sono riportati in ordine decrescente: oggi l’oro vale 76 volte l’argento mentre nel 2011 ci volevano 35 once di argento per avere un’oncia d’oro). Tutti i massimi del rapporto (che nel grafico equivalgono ai minimi della linea blu) coincidono con minimi del mercato azionario di una certa rilevanza (la linea nera in basso nel grafico rappresenta l’indice S&P 500) e successivi minimi del ciclo economico.

Ciò significa che, quando c’è ripresa economica l’argento cresce più di quanto cresca l’oro, in quanto l’argento non è solo metallo prezioso ma è anche metallo industriale mentre l’oro è principalmente un metallo prezioso. Quando il Gold/Silver ratio scende (nel grafico, quando la linea blu sale) esprime una fase di forza del ciclo economico, che tende a favorire l’argento rispetto all’oro: sono infatti necessarie meno once di argento per comprare un’oncia d’oro.

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Mentre l’oro in questo periodo è acquistato in grandi quantità dalle banche centrali (un aspetto che lo ha avvantaggiato nei confronti dell’argento) e per gli investitori rappresenta una copertura rispetto al rischio di eventi di coda, l’argento, sempre più considerato un metallo industriale, tende ad avere un andamento più legato al ciclo economico. Dunque, l’argento sta emergendo grazie al vento a favore dei metalli preziosi e dei metalli di base: risulta conveniente rispetto all’oro e trae vantaggio dall’evoluzione delle prospettive macroeconomiche.

Il sentiment e il posizionamento degli operatori sono entrambi rialzisti ma restano al di sotto dei massimi precedenti, registrati all’inizio del 2020. Quel picco nel posizionamento speculativo è stato seguito da un forte rally dell’argento.

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In conclusione, i presupposti per l’avvio di un’era dell’argento ci sarebbero tutti. Del resto, il metallo bianco si meriterebbe di diritto la salita sul gradino più alto del podio. Il motivo? Eccolo: la medaglia d’oro olimpica è fatta d’argento!

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