Novembre è il mese del Bitcoin

Il mese è iniziato con una prima nota sorprendente. Alessandro Fugnoli, noto analista di Kairos, ha dedicato il finale della sua newsletter del 5 novembre al concetto di moneta digitale:

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Personalmente, nella mia semplicità, mi era sembrato che banche commerciali e centrali quasi ostacolassero l’ingresso delle monete digitali nella vita di tutti i giorni.

Il giorno dopo però è uscito il report di Boston Consulting Group dal titolo “How Banks Can Succeed with Cryptocurrency” che ha posto l’accento sulle possibili opportunità per il sistema derivanti dall’introduzione delle crypto valute.

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Ne dà evidenza anche Il Sole24Ore in un suo pezzo a firma Pierangelo Soldavini dal titolo Il bitcoin entra nel mondo retail, per le banche un’opportunità da sfruttare – Le quotazioni tornano a correre sopra quota 15mila dollari, sull’onda di un interesse reale. Aumentano gli investimenti e i servizi, pezzo che riprende il lavoro di BCG e che evidenzia:

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Insomma si ha un po’ la sensazione di essere di fronte a qualcosa di molto innovativo ma non per questo inconsistente. Anzi, il fatto stesso che i grandi player finanziari mondiali si attrezzino con soluzioni di prodotto per prendere parte a questo mega trend evidenzia che non siamo di fronte a un fenomeno passeggero e figlio dell’intraprendenza di qualche giovane visionario.

Mi sono poi imbattuto pochi giorni dopo nella visione di Sky TG24 Economia del 12 novembre, dove erano intervistati Carlo De Benedetti, Domenico Siniscalco, Vicepresidente di Morgan Stanley, già Ministro dell’Economia e Roberto Sommella, Direttore di Milano Finanza.

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Potremmo dire tre chiari esponenti del “sistema” o comunque della oligarchia economica del paese e non certo dei giovani scapestrati.

Interessante in generale, prima di arrivate al Bitcoin, la valutazione che Carlo De Benedetti fornisce dal minuto 14 e 31 secondi, degli ultimi 12 anni di interventi delle banche centrali, nei quali gli interventi hanno favorito il capitale a scapito del lavoro grazie “ad un’impensabile” quantità di liquidità immessa. Questa dicotomia tra incentivi al capitale e al lavoro ha creato troppe disuguaglianze e più che la preoccupazione per la bolla finanziaria è viva secondo lui la preoccupazione di una dissociazione sociale …. “È comunque una bomba ad orologeria che abbiamo in casa. Speriamo di saperla disinnescare. Io ne dubito”.

Siniscalco – n.d.r. sempre molto convincente e simpatico – dal minuto 17 ha posto invece l’accento sul futuro con tassi di interesse bassi e borsa alta perché non ci sono alternative rispetto ad essa e dollaro basso. Lui si aspetta un lunghissimo periodo di politiche espansive, specie a fronte di una seconda e un’eventuale terza ondata di Covid 19, e si aspetta che ciò prosegua fino al 2023.

Le politiche monetarie che in teoria dovrebbero impattare sull’inflazione, in pratica impattano sul valore delle borse e degli attivi, generando degli effetti distributivi che fanno sì che i ricchi siano più ricchi e che i poveri siano ancora più poveri. Da cui l’importanza del dibattito circa l’indipendenza delle banche centrali. Se esse si occupano solo degli impatti sull’inflazione è una cosa, quando invece influenzano la redistribuzione del reddito è un’altra cosa e avrebbero bisogno di un controllo più stretto.

Ma la domanda fatidica giunge al minuto 19 e 28 secondi e viene posta a De Benedetti in riferimento ad un precedente intervento in studio di Paolo Savona, Presidente CONSOB, in merito all’apertura della BCE alle criptovalute e in particolare all’Euro digitale. Udite, udite, De Benedetti crede che, senza ipotizzare una tempistica, il sistema basato sul dollaro scomparirà. Le banche centrali infatti hanno già portato i tassi a zero, hanno immesso tutta la liquidità che volevano e non hanno pertanto ormai più tante possibilità di azione. De Benedetti crede che la moneta vincente deriverà dalla blockchain e quindi tutte le criptovalute ed in particolare il Bitcoin siano destinate ad una valorizzazione di cui oggi noi non ne abbiamo neanche un’idea. Pensa inoltre che abbiamo visto aumentare quest’anno di valore il Bitcoin del 50 % ma non sarebbe stupito di vedere nel giro di sei mesi un ulteriore raddoppio del suo valore.

Le banche commerciali a partire da JPMorgan si stanno già organizzando per custodire e trattare i Bitcoin, che non sarà più solo per addetti ai lavori. Le crypto sono però valute non controllabili mentre le Banche Centrali le vogliono controllare.

La trasmissione merita di essere ascoltata tutta anche per gli altri temi trattati.

Siamo al 12 novembre ma da lì l’accelerazione dell’interesse e dei prezzi subisce un’ulteriore escalation.

Il 16 novembre Jack Martin in un suo articolo dal titolo “Citibank analyst seemingly predicts $318K Bitcoin price for 2021” evidenza come CitiFX per i suoi clienti istituzionali ha predisposto un’analisi in cui si ipotizza che il Bitcoin possa raggiungere i 318.000 $ per fine 2021.

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Siamo al 18 novembre. È il turno dell’analista Mike McGlone di Bloomberg Intelligence, che profetizza il raggiungimento del valore di 170.000,00 $ del Bitcoin in un paio d’anni.

Letteralmente sostiene che si potrebbe aggiungere uno zero alle quotazioni attuali.

Secondo l’analista risulta interessante poi il calo della volatilità del Bitcoin proprio mentre stiamo assistendo all’incremento della volatilità degli asset tradizionali. Da riflettere poi sulla sua capacità di andare ad affiancare l’oro quale attività di protezione prescelta a fronte dell’aumento della liquidità immessa dalle Banche Centrali nel sistema.

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Questa mattina, su twitter, l’analista Holger Zschaeptz ci fai poi notare che la crescita del valore del Bitcoin è stata impetuosa ma comunque sul mercato sono in corso movimenti analoghi e addirittura superiori al suo, come ad esempio la crescita del valore del titolo Tesla.

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Voglio chiudere però ancora con Alessandro Fugnoli che ho sempre stimato quale grande interprete dei trend in corso.

Proprio ieri è uscita la sua newletter settimanale interamente dedicata al tema dal titolo “Monete virtuali”.

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E’ interessante leggerla quale seconda puntata di quella del 5 novembre.

I temi si rincorrono come in un giallo: inflazione, banche centrali, tassi a zero, politiche monetarie espansive, mercati finanziari, mancanza di redistribuzione del reddito, mercati finanziari quali piattaforma di arricchimento.

Se fossimo veramente di fronte ad un libro giallo sarebbe stato veramente ben scritto: quanti infatti di noi hanno ben compreso cosa sia il Bitcoin?

Non è forse la miglior stesura quella in cui non si è capito non solo chi sua l’assassino ma neanche dove sia avvenuto il delitto e se addirittura sia stato compiuto?

Ne riparleremo presto