Può continuare il trend sull’oro? – di Mario V. Guffanti

Quest’anno Il movimento rialzista sull’oro è stato molto importante e soprattutto molto veloce. Tre settimane fa è avvenuto un picco sul mercato del metallo giallo ed ora è iniziata una discesa di circa cinque punti percentuali rispetto al suo ultimo massimo. Di seguito propongo una analisi intermarket incrociata con trend di breve, medio e lungo termine per individuare i livelli critici di prezzo che potrebbero compromettere la tendenza di crescita attuale.

Leggiamo insieme il grafico sottostante: nel primo riquadro troviamo l’oro, rappresentato da una linea blu, e il Dollar Index (un indice composto da un paniere di valute contro dollaro), rappresentato con una linea rossa. Abbiamo poi nel riquadro centrale l’indice di correlazione fra oro e Dollar Index, e nel riquadro inferiore la volatilità del Dollar Index espressa in termini di deviazione standard.

Se si osserva l’indice di correlazione nel riquadro centrale, si potrà notare che la curva dell’indice è per la maggior parte del tempo in zona rossa (correlazione negativa), ma ci sono alcuni periodi in cui le due curve si muovono nella stessa direzione (si tratta comunque di situazioni statisticamente poco presenti). Oro e Dollar Index quindi hanno avuto storicamente una correlazione negativa abbastanza stabile, salvo in alcune limitate finestre temporali: questo vuol dire che quando il metallo giallo sale il Dolar Index scende, o viceversa.

Spostiamo ora l’attenzione sulla volatilità del Dollar Index (ultimo riquadro in basso del grafico): in questo ultimo periodo è bassa, sotto il valore di 0,8. Una situazione del genere è già avvenuta nel passato?  Ho segnato sulla linea della deviazione standard, tutte le situazioni storiche con una ellisse rossa o verde. Il colore dell’ellisse è legato al comportamento dell’oro nello stesso periodo. Verde quando l’oro sale, rossa quando scende oppure è neutrale. E’ interessante notare che in tutti i periodi considerati, è presente un fenomeno di correlazione positiva (anche nel 2007, anche se molto ridotto).

Il pattern in formazione è molto simile a quello che si è sviluppato nella seconda metà degli anni ’70, quando l’oro è cominciato a salire dopo una discesa di circa due anni (p1), e il Dollar Index è successivamente entrato in un bear market durato circa quattro anni. Un’altra importante indicazione è che in tutti e quattro i casi (da p1 a p4), il Dollar Index ha avuto nei periodi successivi una forte direzionalità in termini di prezzo e tempo percorso.

La conclusione, è che il periodo attuale (p5), potrebbe costituire l’inizio di un prossimo punto di giuntura molto importante per le due curve considerate. Altre considerazioni attraverso l’analisi intermarket si possono ricavare anche dal rapporto fra oro, valute e asset tipicamente difensivi (Bund, Treasury, Yen giapponese): ne ho parlato nel mio precedente articolo e segnalerò nuovamente quanto sta cambiando in queste tendenze nei prossimi aggiornamenti.

Struttura dei grafici sul lungo termine

Guardando nel riquadro superiore la linea blu, che rappresenta l’oro, possiamo notare che il prezzo ha superato la zona storica attorno a 1.400 USD, che è ora diventata un supporto (a). Se passiamo alla linea rossa, che rappresenta il Dollar Index, abbiamo due indicazioni potenzialmente contrapposte. Da una parte il prezzo a superato la resistenza rappresentata dalla linea di tendenza ribassista storica nel marzo del 2015 (1) che ha confermato di essere un supporto a febbraio 2018 (L3). Inoltre abbiamo una sequenza di tre minimi crescenti che porta ad una costruzione rialzista di breve-medio termine (L1, L2 e L3). Ma attualmente manca l’ultimo massimo crescente, e si sta potenzialmente formando la spalla destra di un pattern testa e spalle (RS?). Se questa seconda figura venisse confermata, e l’oro continuasse la sua corsa, potremmo avere una ripetizione del pattern avvenuto alla fine degli anni ’70.

Considerazioni sul breve e medio termine

Osserviamo ora un grafico con i prezzi dell’oro da fine 2015. In quel periodo il valore dell’oro si era quasi dimezzato rispetto al massimo storico del 2011 (da 1920 USD a 1045 USD), creando un minimo cardine (L1), da cui è partito un nuovo mercato potenzialmente rialzista, con due minimi successivi nel 2016 (L2) e nel 2018 (L3). Come potrete ben notare, dopo una partenza con una forte accelerazione, è seguito un periodo laterale, con poca direzionalità. Verso l’inizio del 2019 si è creata una potenziale figura rialzista di continuazione (la figura era quella di una cup with handle, già segnalata in diversi miei precedenti articoli). Ma dopo avere individuato un potenziale rialzo bisogna anche valutare quale è il primo obiettivo a cui possono arrivare i prezzi.  Questo l’avevo fatto collegando il minimo iniziale (L1), con quello alla base della figura rialzista (L3), e poi proiettando un canale utilizzando il primo massimo (H1) che si è creato dopo il minimo del 2015. E’ interessante notare che il prezzo ha incontrato la resistenza del canale proprio nelle ultime settimane (H2).

Ritorniamo ora alla direzionalità: i prezzi devono mantenere una certa forza per continuare il trend: venditori e compratori devono rimanere attivi, pena la lateralizzazione della tendenza, oppure la sua prematura fine. Un indicatore di tendenza abbastanza affidabile per i grafici delle commodities è l’ADX di Wilder, che ho riportato nel riquadro sottostante. Se sale e rimane sopra 20 ci conferma che il mercato è direzionale, e quindi le nostre analisi hanno una maggiore probabilità di successo. Come potrete notare, tutte le volte che l’indicatore si è tenuto nella zona verde (tre casi dal 2015: P1, P2 e P3), il prezzo è salito velocemente e, dopo un ritracciamento attorno al 38,2% ha continuato il suo percorso, salvo il caso P2, dove il supporto al 38,2% ha ceduto, ma il prezzo ha cercato successivamente di ritestare la zona: l’ADX si era invertito temporaneamente verso l’alto, ma non è riuscito a mantenere la tendenza: il prezzo, ormai con scarsa direzionalità ha quindi ritracciato più di due terzi dell’intero movimento iniziato nel 2015. Questi tre eventi ci dimostrano come, nel caso considerato, il ritracciamento del 38,2% è un punto di riferimento nei trend impulsivi di breve periodo.

Ora siamo all’evento numero quattro. Se l’ADX si mantiene alto, il supporto del 38,2% attorno a 1.440 potrebbe tenere (X). Da notare comunque che fra 1.376 e 1440, c’è stato un periodo di consolidamento e lateralità. Il livello di 1.376 è anche un supporto della linea di tendenza rialzista rossa dove si sono appoggiati due minimi precedenti e dove i prezzi hanno ruotato dopo essere usciti dal periodo di lateralità (Y). Sempre attorno a questo supporto si sono formati diversi massimi nel periodo precedente (si veda zona gialla sul grafico), e inoltre corrisponde al 61,8% di ritracciamento dell’attuale movimento rialzista.

I livelli critici di supporto da osservare nel prossimo periodo, sono quindi quelli di 1.440 e di 1.370/1.350.

 

 

Mario Valentino GUFFANTI CFTe – SAMT Vice President – Swiss Italian Chapter – mario.guffanti@samt-org.ch

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