S&P 500: alla ricerca del minimo – di Mario V. Guffanti

Il mercato finanziario è riuscito ancora una volta a sorprenderci con il suo comportamento, e molti si domandano se i prezzi delle attività finanziarie sono ormai vicine ad un importante punto di svolta, oppure la discesa deve continuare per un tempo non ancora ben definito.

Il livello di supporto mensile sull’indice S&P 500 attorno a 2.750/2600 non ha retto e, malgrado una forte reazione dei prezzi che nella giornata del 13 marzo hanno avuto un incremento del 9,38% rispetto alla chiusura della giornata precedente, l’indice ha trovato un supporto di breve termine a 2.710 che, ormai divenuto resistenza, non è riuscito a superare. È chiaro che sul movimento che è iniziato verso fine febbraio come una correzione, si è innestato un ulteriore pattern di prezzo che richiede un esame delle situazioni storiche per valutare se si può ricavare qualche utile informazione per meglio inquadrare l’evento attuale.

Un primo dato lo possiamo ricavare cercando di capire di quanto i prezzi si sono allontanati dalla loro media mobile, e se questa distanza rappresenta storicamente un valore estremo. Questa verifica si ricollega al concetto legato al cosiddetto fenomeno della “mean reversion”, o ritorno alla media, tale per cui i prezzi azionari tendono ad essere “attratti” verso il loro valore medio di lungo periodo. Diversi autori, anche in campo accademico, hanno studiato questo fenomeno particolarmente rilevante nel mondo degli investimenti azionari.

Il grafico che segue mostra una curva storica che parte dal 1928 e che rappresenta la distanza del prezzo dell’indice azionario S&P 500 dalla sua media mobile a 200 giorni. I dati vanno moltiplicati per 100, quindi il livello 0,1, ad esempio, rappresenta una distanza del 10% del prezzo sopra la sua media mobile. Noterete che a quel livello la curva diventa rossa: la situazione indica infatti che il prezzo sta salendo troppo velocemente rispetto alla sua media ed è quindi probabile un fenomeno correttivo. Si vede anche una zona segnata in giallo che comprende l’intervallo delle distanze fra -20% e -35%. L’area in questione rappresenta le situazioni di caduta estrema del prezzo. Venerdì 20 marzo il valore dell’indice si trovava nell’area gialla con una distanza negativa dalla media del -24% (cerchiata in rosso): siamo in una zona storicamente estrema, da cui sono partite delle reazioni di prezzo per tornare a valori vicini alla media mobile a 200 giorni (valore 0 del grafico). Potete però notare che ci sono state situazioni in cui l’indicatore si è spinto ancora più in basso, tanto da uscire dall’area gialla spingendosi a valori incredibilmente più bassi, come nel 1932 (-51%) o nel 2008 (-40%).

Tenuto conto che la situazione del 1932 si è verificata in coda al bear market del 1929, andrebbe esclusa. Allontanamenti medi del prezzo dalla media mobile fino al limite del 35% potrebbero però essere considerati.

Questo comporterebbe un livello di prezzo dell’indice S&P 500 che, vista l’attuale posizione della media mobile, corrisponderebbe ad un massimo di caduta fino al livello di 1.975 USD.

 

 

 

 

Mario Valentino GUFFANTI CFTe – SAMT Vice President – Swiss Italian Chapter – mario.guffanti@samt-org.ch

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